Apparvero loro lingue come di fuoco…

INFO n. 40 – 31 maggio 2020 – SOLENNITA’ DI PENTECOSTE

Anno pastorale 2019-20: custodi del fuoco e della comunione

Apparvero loro lingue come di fuoco…
 

XII lettera della domenica

Cari parrocchiani,

Oggi è Pentecoste! Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta prematuramente scomparso, così scriveva nel 1984: La Pentecoste è una festa difficile. Ma non perché lo Spirito Santo, anche per molti battezzati e cresimati, è un illustre sconosciuto. È difficile perché provoca l’uomo a liberarsi dai suoi complessi: tre soprattutto, che a me sembra di poter individuare così. Il complesso dell’ostrica: siamo attaccati allo scoglio, alle nostre sicurezze. Ci piace la tana. Ci terrorizza l’idea di rompere gli ormeggi. Lo Spirito santo, invece, ci invita al cambio, ci stimola a ricrearci. Il complesso dell’una tantum. Preferiamo correre solo per un tratto di strada. Ma poi, appena trovata una piazzola libera, ci stabilizziamo nel ristagno delle nostre abitudini. Lo Spirito Santo, invece, ci chiama a lasciare il sedentarismo dei nostri parcheggi. Ci obbliga a pagare il prezzo delle piccole rate di un impegno scomodo, ma rinnovatore. Il complesso della serialità. Oggi noi amiamo gli uomini fatti in serie. C’è un livellamento che fa paura. Lo Spirito Santo, invece, ci chiama all’accettazione del pluralismo, al rispetto della molteplicità, alla gioia di intravvedere che lui unifica e compone le ricchezze della diversità”

Per caso, mettendo in ordine i miei libri in biblioteca, mi sono imbattuto in questa lettera del vescovo pugliese, che tanto fastidio dava quando era vivo (è morto il 20 aprile 1993), ma che è stato un pastore che sapeva leggere i segni dei tempi e parlava coraggiosamente!

Abbiamo iniziato di nuovo a celebrare insieme e pian piano sta per venire il giorno in cui potremo incontrarci senza paure e riprendere il nostro cammino di fede e di comunione.

Dal Cenacolo, dove anche noi facciamo l’esperienza del dono delle lingue di fuoco, siamo ora chiamati ad uscire per testimoniare il Cristo risorto e l’effusione dello Spirito Santo. Leggere i “segni dei tempi” è un mandato del Concilio Vaticano II, ma ancor oggi è un servizio non facile perché i nostri tempi sono irrequieti ed imprevedibili, ma non sfuggono alla Provvidenza di Dio.

San Paolo VI, papa Giovanni Battista Montini, (che divenne Sacerdote il 29 maggio 1920: da qui la data della festa liturgica) ci ha insegnato ad amare la Chiesa come lui stesso ha fatto; papa Francesco ha stabilito la festa di Maria Madre della Chiesa il lunedì dopo Pentecoste.

San Giovanni Paolo II nell’enciclica Dominum et vivificantem rivelò che dall’età di undici anni, ogni mattina, ha sempre pregato lo Spirito con una preghiera sui 7 Doni insegnatagli dal padre. Benedetto XVI ha più volte spiegato chi è lo Spirito Santo. Nella Pentecoste 2009 così disse tra l’altro: “Sì, lo Spirito di Dio, dove entra, scaccia la paura; ci fa conoscere e sentire che siamo nelle mani di una Onnipotenza d’amore: qualunque cosa accada, il suo amore infinito non ci abbandona. Lo dimostra la testimonianza dei martiri, il coraggio dei confessori della fede, l’intrepido slancio dei missionari, la franchezza dei predicatori, l’esempio di tutti i santi, alcuni persino adolescenti e bambini. Lo dimostra l’esistenza stessa della Chiesa che, malgrado i limiti e le colpe degli uomini, continua ad attraversare l’oceano della storia, sospinta dal soffio di Dio e animata dal suo fuoco purificatore”. Facciamo nostra anche questa sua preghiera del 2002 (XXV del suo episcopato):

Preghiamo il Signore che ci aiuti a credere. Preghiamolo che apra i nostri occhi sulla retta via.

Preghiamolo che ci insegni ad amare la Chiesa e ci guidi affinché contribuiamo alla sua edificazione. Preghiamolo che conceda la fede alla nostra terra, che ci mandi sacerdoti e vescovi secondo il suo Spirito, che chiami uomini e donne come suoi strumenti.

Signore, manda il tuo Spirito e rinnova la Terra. Amen”.

Coraggio! Non conosco cristiani paurosi e pessimisti che si possano dire buoni cristiani. Nel grande giorno di Pentecoste, che compie il tempo di Pasqua, guardiamo allo Spirito con fiducia, lasciamoci invadere dai suoi Doni e prepariamoci a veleggiare sulla barca della Chiesa.

Sabato 13 giugno incontrerò il Consiglio pastorale per una prima, comunitaria riflessione. Gesù risorto che ha mantenuto la promessa dell’effusione dello Spirito, ci guidi ad invocare il Padre nostro celeste e a fare sempre la sua volontà “come in cielo così in terra”. Buona Pentecoste!

Grazie a tutti, insieme con i sacerdoti, anche a nome dei poveri

Don Luigi

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