Il mio sessantotto…

Articolo – Magnificat N°8 – Febbraio 2018

Era il 2 giugno 1968 quando nella chiesa di S. Eugenio a Valle Giulia sono stato ordinato diacono. Avevo 23 anni e prima di un anno, il 18 marzo 1969, sarei diventato sacerdote.
Nel piccolo Seminario accanto alla basilica, il Collegio S. Eugenio per vocazioni adulte (!), il due giugno era la festa del santo titolare ed il cardinale Antonio Bacci, insigne latinista e cardinale diacono di S. Eugenio presiedeva la S. Messa.
Al di là del fatto che il nostro cardinale era un noto conservatore e che con un piccolo gruppo di cardinali aveva tentato di opporsi ai principali documenti del Concilio Vaticano II, strideva la contrapposizione tra una chiesa ancora tridentina e le manifestazioni studentesche che solo tre mesi prima avevamo toccato con mano, proprio su viale delle Belle Arti, davanti alla nostro chiesa.
Quel primo marzo assistemmo dalla balconata sopra il chiostro alla battaglia tra studenti e poliziotti davanti ai nostri occhi, rientrando precipitosamente all’odore acre dei gas lacrimogeni e all’urlo delle sirene.
Sono stato tra i primissimi del piccolo Collegio (voluto da S. Giovanni XXIII e realizzato da mons. Ettore Cunial) ad essere ordinato e tra i miei compagni molti erano lavoratori (elettricista, maestro elementare, avvocato, impiegato di banca, professore…) e provenivano oltre che da Roma da varie parti d’Italia.
Il dibattito di quei mesi era molto acceso. Nel mio piccolo, da giovane alunno dell'Università Gregoriana, alcuni anni prima ero stato eletto vicepresidente di tutti gli studenti, provenienti da ogni parte del mondo. Questo incarico, ricevuto da un alto numero di colleghi, mi aveva permesso di fare il giro di tanti Seminari di Roma dove il termine “democrazia” e “rappresentatività degli alunni” era non solo sconosciuto, ma addirittura ostacolato. Così pure negli altri atenei ecclesiastici perché era inconcepibile opporre delle ragioni al senato accademico nelle pontificie università romane!
L’otto dicembre 1965 si era concluso il Concilio da noi Seminaristi vissuto intensamente e con grande curiosità. Alcuni compagni di collegio, bolognesi e toscani, più grandi di me, conoscevano bene le lingue (come il tedesco e l’inglese) necessarie per tradurre testi e mettere in contatto padri conciliari e teologi che nell’assise conciliare parlavano e scrivevano nella sola lingua consentita: il latino. Rientrando da numerosi incontri informali riferivano delle proposte di schemi e di emendamenti che allora apparivano rivoluzionari.
Leggevamo, divorandoli, giornali quotidiani e riviste di filosofia e teologia che di solito non entravano nei Seminari ed eravamo coscienti di un cambio epocale che ancora non eravamo in grado di comprendere.
Poi il S. Eugenio fu chiuso come Seminario diocesano perché, terminata la funzione di Seminario del cambiamento e del sessantotto romano, la basilica fu affidata all’Opus Dei che ancor oggi la officia ed alcuni alunni con il nuovo parroco-rettore don Marcello Pieraccini passarono al cammino neocatecumenale.
Molti rettori sono passati in quegli anni: mons. Alessandro Persichetti uomo buono pre conciliare, mons. Paolo Gillet poi vescovo ausiliare di Albano, mons. Eutizio Fanano divenuto rettore del Seminario Romano Maggiore, a cui debbo molto, ed oggi quasi centenario. Tra i padri spirituali i gesuiti Maurizio Flick e Pietro Pollio ed il filosofo prof. Antonio Livi all’epoca dell'Opus Dei.
La vita di collegio, il confronto quotidiano, la preghiera, gli studi, i consigli di mons. Raffaello Funghini ospite del Collegio, grande studioso, poi decano della Rota romano… mi hanno salvato dalla crisi in cui si sono trovati molti giovani sacerdoti amici. Ma su tutto un’intensa attività pastorale ancor prima del diaconato a scuola elementare e con gli scout a S. Eugenio (c’era mons. Giulio Salimei, direttore dell’ufficio catechistico) e a S. Fulgenzio alla Balduina dove il parroco mi faceva esercitare nella predicazione, ma ogni volta mi rimproverava e mi spronava a fare meglio.
In occidente le cose peggioravano. Negli USA venivano uccisi Martin Luther King (4 aprile) e Robert Kennedy (6 giugno), mentre a Roma nasceva la Comunità di Sant’Egidio (febbraio 1968).
Di queste cose riparleremo. Chiedo la testimonianza di chi ha vissuto da giovane il sessantotto e cosa ricorda e pensa di quel periodo della sua vita e della società.

Don Luigi

CONTINUA (se vorrete)


Tra tanti compagni di quegli anni:
*mons. Pietro Meloni, già presidente dell’AC sarda e professore di lettere a Sassari, diventa sacerdote nel 1968, poi vescovo di Tempio-Ampurias nel 1983 e a Nuoro nel 1992, patrologo.
*mons. Francesco Peracchi, prete nel 1970, per trenta anni economo del Seminario Romano Maggiore, a lungo benemerito e amato delegato del cardinale vicario per il diaconato permanente, deceduto il 30 giugno 2015.
*mons. Giancarlo Graziano parroco di S. Mauro al Laurentino tra i primi presbiteri romani del cammino neocatecumenale.
… e molti altri.

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