L’avevano riconosciuto nello spezzare il pane

INFO n.35 – 26 aprile 2020 – III Domenica di Pasqua

Anno pastorale 2019-20: custodi del fuoco e della comunione

L’avevano riconosciuto nello spezzare il pane

VII lettera

Cari fratelli e sorelle nel Signore,

Il Vangelo di questa domenica (Luca cap. 24) che vi invito a leggere in famiglia con attenzione, è particolarmente adatto per riflettere sulla situazione che stiamo vivendo e che – se anche si potrà allentare un po’ la quarantena – durerà ancora molto a lungo e forse non ci permetterà più di tornare a vivere come eravamo abituati.

Dunque Gesù è risorto ma i due discepoli se ne tornano rattristati a casa, ad Emmaus, avendo perso ogni speranza. È Gesù stesso che prende l’iniziativa e – non riconosciuto – si fa loro compagno di strada. Domanda Gesù: “Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?”. Di che cosa stiamo parlando? Di quello che ci è accaduto? Del presente pieno di problematiche o del futuro ricco di incognite? Cleopa racconta della morte di Gesù, delle donne che sono andate al sepolcro e lo hanno trovato vuoto ed hanno avuto una visione di angeli che affermano che Egli è vivo. E Gesù “cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui”. Leggere ed interpretare le Sacre Scritture alla luce del magistero della Chiesa: è ciò che fa ogni giorno papa Francesco, consegnandoci delle stupende riflessioni, attualissime, che ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”, di questi tempi, per comprendere ciò che il Signore oggi vuole da noi.

Don Angelo, il nostro cardinale vicario, colpito dal covid-19 ed ora provvidenzialmente guarito, ci ha inviato in questi giorni una bella Lettera (che trovate anche sul nostro sito) nella quale ci ricorda l’incontro del 29 febbraio a S. Giovanni in Laterano, quando stavamo preparando la Quaresima con le équipe pastorali in uscita. Egli scrive: “Aprendo nuovamente il cuore alla Parola di Dio, abbiamo condiviso esperienze positive di ascolto del grido della città e messo a punto le indicazioni necessarie per realizzare l’ascolto contemplativo dei giovani, delle famiglie, dei poveri e ammalati”. Citava poi Padre Bittasi: La Chiesa, lasciandosi guidare dallo Spirito, colga nelle vicende della storia la chiamata di Dio a riformare la sua stessa vita, per poter realizzare al meglio la missione evangelizzatrice. È questo il tempo della chiamata! Oggi il grido della città si esprime con un grande, sordo, opprimente silenzio! E dal silenzio si odono famiglie povere, giovani sfiduciati, malati e anziani soli, bambini chiusi in casa!

Quando furono vicini al villaggio, gli amici di Emmaus insistettero: “Resta con noi, Signore, perché si fa sera”. Gesù entra nelle nostre case e si ferma a cena. Grande la gioia dei due discepoli che riconoscono Gesù quando spezza il pane per loro. Gesto familiare, che anche noi possiamo fare ogni giorno con letizia e semplicità di cuore mentre ripetiamo: Non arde il nostro cuore mentre conversa con noi e ci spiega le Scritture?

Cleopa e l’altro senza indugio fecero ritorno a Gerusalemme per condividere la buona notizia di Gesù risorto. Noi dobbiamo attendere ancora qualche tempo: Gerusalemme è vicina, e quando potremo rientrare alla Gran Madre di Dio sarà un’esplosione di gioia, il recupero di una libertà sociale che spiritualmente non è mai venuta meno (cfr. Magnificat di aprile sul sito).

Si avvicina il mese di maggio consacrato a Maria che quest’anno si concluderà con la Pentecoste. Rivolgiamo la nostra fiduciosa preghiera alla Gran Madre di Dio perché ci indichi la via che porta a Gesù, perché ci ricordi che Gesù è rimasto sempre con noi nelle nostre case, negli ospedali, accanto ai più deboli e poveri. Come cristiani aperti al grido della città, apriamo gli occhi e le orecchie e segnaliamo in parrocchia situazioni di bisogno materiale e spirituale per soccorrere il fratello in difficoltà. Grazie per le vostre preghiere, la vostra vicinanza. Continuiamo a portare in chiesa generi alimentari non deperibili: la scorsa settimana abbiamo distribuito, anche a domicilio, più di 120 pacchi  ed il magazzino è quasi vuoto.

I sacerdoti, come già scritto, sono a disposizione per confessione, comunione, visita ai malati, colloqui ecc. Basta una telefonata e fissare un appuntamento.

Con la benedizione di Dio su di voi e sui vostri cari

                                                                                                                             Don Luigi

 

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