Santo Natale 2018

Comunità parrocchiale
della Gran Madre di Dio

SANTO NATALE

2018

HIC NATUS

EST CHRISTUS DOMINUS

Carissimi poco tempo fa ero in preghiera davanti alla grotta santa di Betlemme e, contemplando il mistero della Natività, pensavo al prossimo Natale, al Natale con i parrocchiani di Ponte Milvio, con i parenti e gli amici. Il brano di Luca (2,1-14) che racconta l’annuncio dell’Angelo ai pastori ha attirato particolarmente la mia attenzione

1. OGGI

Oggi, cioè oltre duemila anni or sono? O non piuttosto oggi, anno di grazia 2018 dell’era cristiana? Cristo, Figlio di Dio, “ieri, oggi e sempre” come ci ricorda la liturgia della veglia pasquale, non è memoria del passato come spesso sembrerebbero evidenziare il presepe ed ogni altra celebrazione natalizia.
Anche quest’anno Gesù nasce qui per ciascuno di noi, per le nostre famiglie, per le nostre comunità ed il nostro quartiere.
In che senso?
È il Cristo totale che nasce. Meglio: è sempre presente in mezzo a noi.
Allora a che serve il Natale?

Siamo deboli e fragili ed abbiamo bisogno di stimoli continui, di chi ci indichi la Stella come ai santi Magi per non perdere, o meglio, per ritrovare la strada giusta.

2. NELLA CITTA’ DI DAVIDE

E tu, Betlemme di Efrata […] da te uscirà per me colui che […] si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, mio Dio (Michea 5,1-4a).
Anche oggi Betlemme – Casa del Pane – è una piccola città della Palestina vicino a Gerusalemme, ma separata da Israele con un muro altissimo eretto davanti alla tomba di Rachele “che piange i suoi figli e non vuole essere consolata perché non sono più” (Ger 31,15 ripreso da Mt 2,13-18).
Nella città di Davide Giuseppe aveva condotto Maria per il censimento ed “in quel luogo si compirono per lei i giorni del parto” ma “per loro non c’era posto”(Lc 2,6-7) in nessuna locanda.
Nella città di Roma – erede del martirio degli apostoli Pietro e Paolo e di tanti cristiani – la Madre di Dio continua a partorire suo Figlio.
Ma c’è posto per lui a casa nostra?

3. E’ NATO PER VOI

È nato per noi?
L’evento della nascita di un bambino o di una bambina ancora oggi è motivo di grande gioia per la famiglia e la loro rinascita nel fonte battesimale è grande festa per tutta la famiglia parrocchiale.
Ma poi? Che significa “per noi”?
È a nostro favore. Non può lasciarci indifferenti. O forse siamo noi che dobbiamo/possiamo rinascere nel S. Natale, che riscopriamo la gioia di vivere, di essere uomo/donna, di essere amati da Dio Padre, resi in Cristo capaci di amare i fratelli.

4. UN SALVATORE

Abbiamo bisogno di essere salvati?
Da chi e perché?
Dal nostro egoismo e dalla nostra superbia, dal sentirci autoreferenziali ed in qualche modo onnipotenti.
È Gesù il Cristo il nostro Salvatore?
Dipende dal perché ci sentiamo perduti e annaspiamo lungo le strade della vita “errando come pecore che non hanno pastore” (Ez 34,1-11 ripreso da Mc 6,30-34).
“Humilitas” fu il motto episcopale di papa Giovanni Paolo I. Ciascuno di noi – in coscienza – sa bene che c’è tanto bisogno di umiltà. Non esibita ai quattro venti, non frutto di falsa modestia, non per accattivarsi gli applausi dei fans di turno. Un cuore umile e misericordioso lo si trasforma solo alla luce del Vangelo. Ce lo insegna con i fatti e con il suo magistero papa Francesco.

5. IL SEGNO

È ancora l’Angelo ai pastori: “troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia” (Lc 2,12).
È il segno che cercavamo? No. Cercavamo ben altro e altrove.
Facciamoci pellegrini anche noi, ancora una volta, alla grotta di Betlemme o al nostro presepe, grande e bello o piccolo e semplice e davanti all’Eucaristia, specialmente il giorno del Signore – la domenica – per esprimere a Dio il nostro ringraziamento e la nostra lode.
Che la nostra parrocchia, la comunità anche laica di Ponte Milvio, possano diventare un laboratorio di ascolto e di dialogo, di crescita nello spirito di servizio, e per noi anche nella fede, di accoglienza nelle e con le famiglie.
Gesù, Maria e Giuseppe a Betlemme, a Gerusalemme e a Nazareth ci sono di guida e di conforto. E allora con tutti gli angeli possiamo cantare: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini amati dal Signore” (Le 2,14).

Buon Natale
davvero nel cuore di ciascuno,
fratelli e sorelle, e buon 2019
nel segno del Bambino di Betlemme.

Don Luigi

 

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