Storia

Storia della Parrocchia Gran Madre di Dio

La Parrocchia Gran Madre di Dio fu voluta dal Papa Pio XI nel 1931 in ricordo delle celebrazioni indette per commemorare il XV centenario del Concilio di Efeso, nel quale, contro l’eresia di Nestorio, fu proclamata la divina maternità di Maria. La Parrocchia fu eretta da Pio XI il 1º dicembre 1933, anno del Giubileo straordinario della Redenzione, con la costituzione apostolica “Quo perennius“. Fu consacrata il 29 maggio 1937, dal vescovo Francesco Beretti. Nel 1965 alla chiesa è stato legato da Papa Paolo VI il titolo cardinalizio di Gran Madre di Dio.

Prospetto Frontale

Come memoria del Concilio di Efeso, Sisto III (432-440) dedicò alla Madre di Dio la grande Basilica Mariana dell’Esquilino. Nella suddetta ricorrenza pluricentenaria, Pio XI volle dare a Roma un’altra Chiesa mariana. Fu progettata da Cesare Bazzani e realizzata da Clemente Busiri Vici tra il 1931 ed il 1933 sullo stile neoclassico. Proprio perché voluta come importante monumento per celebrare uno dei 4 dogmi mariani (Maria è Immacolata – concepita senza peccato originale -, Maria è vergine prima, durante e dopo il parto, Maria è Madre di Dio, Maria è assunta al cielo in corpo ed anima), fu edificata con una certa solennità ed imponenza.

Ponte Milvio

L’allora Cardinale Vicario Francesco Marchetti Selvaggiani volle che il nuovo tempio sorgesse sulle rive del Tevere su uno scenario tipicamente romano a sfondo del Ponte Milvio, un luogo particolarmente significativo per la storia stessa della Chiesa, poco distante cioè dal luogo ove, dopo l’apparizione della Croce a Costantino che sconfisse Massenzio, era praticamente nata la libertà della Chiesa, dopo il lungo ciclo delle persecuzioni, proprio dove da ogni parte del mondo approdavano fin dai più lontani tempi i pellegrini verso la Città Santa.

Pianta

A Ponte Milvio infatti confluiscono due grandi arterie consolari, la Flaminia e la Cassia, l’antica via Francigena che i pellegrini del Nord percorrevano per raggiungere Roma; quindi anche oggi si trova nel circuito del Giubileo. Bazzani nel suo disegno si ispirò ad un analogo complesso sacro eretto sulle sponde del Po dal popolo torinese in onore della Gran Madre di Dio. La Chiesa occupa un’area di 2000 mq, è a croce greca, con un ingresso centrale a colonne e due laterali incastonati in elementi curvilinei di ottimo effetto. L’ingresso centrale è preceduto da un pronao con trabeazione che poggia su 2 colonne di stile corinzio e due setti pieni in muratura decorati con edicole dalla sezione semicircolare.


INTERNO Parrocchia Gran Madre di Dio – Tour Virtuale a 360°

Cupola e torri campanarie

La grande cupola poggiata su un tamburo ottagonale e sormontata da un’agile “lanterna” anch’essa ottagonale, gli archi, le colonne, e le cuspidi dei due piccoli campanili laterali, danno al complesso monumentale slancio e movimento. L’interno, luminoso e sobrio, è dominato dai piloni e dalle arcate della cupola, mentre le absidi accolgono le raccolte cappelle. Il pavimento, di bel disegno, è in marmo di Carrara. Nel corso degli anni è stato realizzato dal Morgante un bell’affresco nel catino absidale.

Da notare inoltre il fatto che il Piazzale Ponte Milvio, sul quale sorge la Chiesa, è stato disegnato dal Valadier che, nel 1805 sotto Pio VII,  ricostruì le arcate alle estremità, che erano state sostituite da ponti levatoi in legno, ed edificò all’imbocco settentrionale una torre in stile neoclassico. Nel complesso edilizio della Parrocchia vi è anche una grande sala (Il vecchio cinema Tintoretto) e un giardino con due campetti sportivi.

Ponte Milvio da una stampa del 1700