Trieste

Parrocchia Gran Madre di Dio – Pellegrinaggio Giovani 2022

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EUCARESTIA CON LE COMUNITA’ DI TRIESTE

Il Cammino Neocatecumenale nella Diocesi di Trieste – Diocesi di Trieste

VISITA ALLA CITTA’

  1. Piazza Unità e Molo AudaceNei nomi che questa grande piazza ha avuto nel corso dei secoli si legge la travagliata storia di Trieste, terra di confine da sempre contesa. Nata come Piazza San Pietro per la presenza di una chiesetta, divenne poi Piazza Grande e, nel 1918, Piazza Unità. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e il ritorno all’Italia del “Territorio libero di Trieste“, prese il nome definitivo di Piazza Unità d’Italia. I triestini si vantano che sia la più grande piazza affacciata sul mare in Europa e molto probabilmente è così. Da sinistra verso destra si susseguono Palazzo della Luogotenenza austriaca sede della Prefettura, Palazzo Stratti con il famoso Caffè degli SpecchiPalazzo Modello, sede del Municipio, Palazzo Pitteri (il più antico della piazza) l’albergo in Palazzo Vanoli, e il Palazzo della Regione da sempre di proprietà della compagnia di navigazione Lloyd Triestino. Nella piazza c’è la Fontana dei Quattro Continenti costruita tra il 1751 e il 1754. Le figure sono un’allegoria dei quattro continenti allora conosciuti (Europa, Asia, Africa e America). Il richiamo a figure “straniere” non era gradito a Mussolini quindi nel 1938, in occasione della visita del Duce, la fontana fu rimossa. Davanti alla piazza si snoda il Molo Audace che prende il nome dalla prima nave che riuscì ad entrare nel porto di Trieste dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e l’annessione all’Italia. La rosa dei venti in bronzo presente sul molo è stata ottenuta dalla fusione di una nave austriaca affondata dalla Marina Italiana.
  2. I Caffè storici di Trieste – Pare che James Joyce abbia scritto molte pagine dell’”Ulisse” e di “Gente di Dublino” ai tavoli della Pasticceria Pirona. Durante gli anni passati a Trieste, non era raro vedere lo scrittore dublinese scrivere o leggere gustandosi un dolcetto o un caffè. Scrittori, poeti e caffè di Trieste sono un trinomio inscindibile: Svevo, Saba, Stendhal e altri si sono seduti ai tavoli dei caffè storici di Trieste. In molti di questi, nulla è cambiato da quando lo frequentavano loro ed oggi sono delle vere e proprie attrazioni turistiche. Da non perdere il Caffè degli Specchi in Piazza Unità, il Caffè Tommaseo del 1830, il più antico di Trieste. Gli intellettuali di ieri e di oggi si incontrano al Caffè San Marco mentre il Caffè Pirona è sempre il posto dove gustare o comprare i dolci tipici, accolti dalla foto di James Joyce che sembra approvare.
  3. Il Borgo TeresianoSe avete mai visto una foto di Trieste, probabilmente ritraeva il Borgo Teresiano con il canale e le barche colorate. Il borgo prende il nome da Maria Teresa, prima imperatrice d’Austria, che nel 1700 decise di costruire un intero quartiere interrando le saline. Un quartiere ordinato con al centro il Canal Grande che permetteva di portare le merci dal mare direttamente in città. Il modo migliore per osservare il canale è dal Ponte Rosso, su cui da secoli si svolge un colorato mercatino di frutta, verdura e fiori. Ad incorniciare il panorama c’è la più grande chiesa di Trieste, Sant’Antonio Nuovo. Maria Teresa era una donna molto tollerante e permise la costruzione del Tempio Serbo – Ortodosso di San Spiridione e della Chiesa di San Nicolò, della comunità greco ortodossa. Oggi il Borgo Teresiano è uno dei fulcri della vita di Trieste perché ha visto nascere molti caffè, ristoranti e negozi.
  4. Il Teatro romano è stato portato alla luce negli anni Trenta del secolo scorso, eliminando le case di epoca medievale che erano sorte sfruttando le sue murature. Restaurato e parzialmente ricostruito, mostra la cavea (gradinata per gli spettatori) che si appoggia al pendio del colle di S. Giusto, l’orchestra ai suoi piedi e parte della scaena, ovvero il palcoscenico con quinte decorate da nicchie in cui erano statue di membri della famiglia imperiale o personaggi notevoli della comunità urbana. Tra essi vi era Quinto Petronio Modesto, procuratore e flamine di Traiano, che all’inizio del II secolo contribuì al restauro del teatro, come si legge dal calco di due iscrizioni gemelle conservata presso l’area archeologica. La prima fase del teatro risale invece all’età augustea. (Visibile dall’Esterno)
  5. La Cattedrale di San Giusto è la chiesa più importante di Trieste e si trova sull’omonimo colle che domina la città. La chiesa è il risultato dell’unione della Chiesa di Santa Maria e di quella dedicata a San Giusto avvenuta negli anni tra il 1302 e il 1320. La facciata è semplice, impreziosita da un grande rosone gotico e da un portale centrale con elementi di una stele funeraria romana. La lapide sopra la porta ricorda il bombardamento austro-inglese del 1813 contro le truppe napoleoniche che si nascondevano nel vicino Castello. Alcune palle di cannone sono visibili nel muro del campanile, che ingloba anche i resti del propileo di un tempio romano e un’edicola con la statua di S. Giusto. L’interno è a cinque navate con splendidi affreschi di scuola veneziana nell’abside della navata di sinistra (Madonna in trono con il Figlio benedicente e gli arcangeli Michele e Gabriele). Anche la navata centrale è decorata con un mosaico (Cristo fra i Ss. Giusto e Servolo) della fine del sec. XIII. A sinistra della Cattedrale di accede al Battistero e al Museo con il Tesoro che comprende anche “l’alabarda di S. Sergio” portata a Trieste dai reduci della prima Crociata. Accanto alla Cattedrale c’è il Castello di San Giusto, l’altro simbolo di Trieste (1468), voluto dagli imperatori d’Austria come sede per difendere e controllare la città. Nelle sale e nei camminamenti oggi è allestito un museo che conserva soprattutto armi medievali da taglio e da fuoco.

STRUTTURA RICETTIVA

Marino Vlacci

Struttura ricettiva “Semente Nova” OFP
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